8ea Per uno scenario di riforma

Autonomia e flessibilità

di pellegrini - 17 Maggio 2006

L’autonomia è il vero cambiamento culturale accolto e sancito dalle norme fino dal 1997 (legge Bassanini) e destinato a rivoluzionare il sistema pubblico, anche quello della scuola, prima di allora centralista per eccellenza.
L’evento normativo offre però anche la risorsa della flessibilità.
Due concetti positivi, che da qualcuno vengono intesi, a torto, anche come rischio per la qualità della scuola: formativo, didattico, relazionale, progettuale, organizzativo, professionale.
Come rinforzare la fiducia della nostra comunità nei confronti di questi due concetti?

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img_pdf Scarica l’intervista con il prof. G. Cerini

Domanda stimolo 1

di perna - 17 Maggio 2006

Quale, fra le “autonomie” conferite alla scuola dalla legge nazionale - ma c’è anche quella locale - riesce di più difficile attuazione e perché?

Domanda stimolo 2

di perna - 17 Maggio 2006

Quali reali strumenti/azioni può mettere in campo la scuola per poter dare a tutti gli allievi uguali opportunità di apprendimento? (intelligenze multiple, stili cognitivi diversi, diversa estrazione sociale, allievi extracomunitari…)

Domanda stimolo 3

di perna - 17 Maggio 2006

Sulla scorta dei lineamenti pedagogici prospettati dalle odierne scelte di politica scolastica nazionale, quale scenario si può prefigurare?

Domanda stimolo 4

di perna - 17 Maggio 2006

Scorrendo, articolo per articolo, il regolamento attuativo della legge – finalità; sistema nazionale; autonomia didattica; autonomia organizzativa; autonomia di ricerca, sperimentazione e sviluppo; certificazione e valutazione dei crediti formativi; ampliamento dell’offerta formativa; reti di scuole, attribuzioni di funzioni alle istituzioni scolastiche –  quali sono i temi da privilegiare?

Domanda stimolo 5

di perna - 17 Maggio 2006

Con quali di queste affermazioni ritiene di essere pienamente d’accordo e perché?

a) La scuola dell’autonomia si deve impegnare ad assicurare il successo formativo a tutti gli alunni.
b) La scuola dell’autonomia si deve impegnare a valorizzare le diversità dei singoli alunni.
c) Il successo formativo può essere assicurato solo attraverso una organizzazione educativa e didattica flessibile (flessibilità degli obiettivi formativi ma anche dei percorsi e dei ritmi di apprendimento).
d) La didattica costituisce il cuore dell’autonomia.

Se avessi la bacchetta magica

di mazzini - 22 Marzo 2006

Interventi affascinanti, dotte disquisizioni su cui si può convenire o no, dibattere e riflettere…, ma quando si è in classe come si fa a corrispondere anche agli input più efficaci e doverosi?

Scuola e territorio

di pellegrini - 22 Marzo 2006

Il territorio, la società , sono il luogo e l’ambiente al cui interno il soggetto deve poter realizzare e partecipare in proprio esperienze educative, sentendosi favorito, non penalizzato, nelle proprie scelte individuali.

Quali sono o possono essere i peculiari contributi del territorio e della società altoatesina al sistema educativo formale/scuola e a quello non formale/formazione professionale?
Quale scuola priomaria, quale secondaria, quale Università per il cittadino dell’Alto-Adige/Suedtirol nel contesto europeo e internazionale?

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Linguaggi artistico espressivi

di pellegrini - 22 Marzo 2006

Il corpo e le emozioni sono un grande risorsa per l’apprendimento.
I linguaggi dell’arte e del corpo sono parte costituente dell’educazione della persona nella sua quotidianità, nel processo della sua affermazione culturale, intellettuale e critica. Perciò sono determinanti anche per la professione, oltre che per la vita.
Eppure nell’attuale efficientismo e utilitarismo dominanti sembrano essere trascurati.
Come recuperarli alla scuola e all’educazione?

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Didattica per competenze

di pellegrini - 21 Marzo 2006

Se il sistema formativo mira alle competenze, dà linfa vitale alle intelligenze che in esso si muovono.
Le condizioni sono: una scuola aperta alla molteplicità delle culture e dei valori dell’ambiente, partecipata dai genitori e dalle forze sociali, progettata e condotta collegialmente dagli insegnanti, disponibile all’integrazione delle diversità, articolata e flessibile nell’organizzazione e nel lavoro.

Ma quale il rapporto con i saperi disciplinari?

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