Concorso “Follie e folletti”. I premio categoria scuole medie

di maghetta

Follie & Folletti

Ci sono persone che credono che i folletti esistano, altri, invece, affermano che non esistono. Io, fino a qualche giorno fa, ero del parere che non esistessero, ma, adesso, non la penso piĂą allo stesso modo, considerando quello che ho visto!
Intanto mi presento. Il mio nome è Luna ho quattordici anni, e… non crederete mai a quello che mi è successo!
Abito in una grande città chiamata Erixton (in una galassia a cui è stato dato il nome di Metablox). Ma non vi preoccupate, sono un’umana come voi!
Beh, dunque… il dodici marzo del 2380, decisi di andare in un bosco, nella periferia della cittĂ , a raccogliere more e lamponi per fare marmellate e torte. All’inizio andava tutto bene, tutto era uguale come sempre, ma all’improvviso il cielo si oscurò e iniziò a soffiare un vento gelido così forte che mi fece indietreggiare. Così decisi che per quel giorno la ricerca di frutti era finita. Decisi di prendere la strada piĂą lunga, ma che per lo meno non era contro vento; iniziai a correre piĂą veloce che potevo, ma in cielo vidi dei lampi e ne schivai uno per miracolo. Mi ero persa! Correndo avevo perso il senso dell’orientamento; ad un certo punto sentii dei lupi che ululavano. Successivamente, mi fermai, cercando di riprendere fiato, ma dovetti ricominciare subito a correre, perchĂ© dietro di me c’erano degli alberi che cadevano e si scorgeva una luce intensa bianca-giallastra dietro a un ammasso di tronchi. Correvo senza una meta, senza sapere nĂ© dove andavo, nĂ© dove finiva il sentiero, ma correvo per non essere investita dagli alberi che cadevano. Ad un certo punto sentii le mie forze che lentamente mi abbandonavano e pensai:“Ecco, questa è la mia fine”! Stavo per lasciarmi cadere a terra, quando, ad un certo punto, sentii una voce che mi chiamava per nome. Inizialmente ero spaventata, perchĂ© la voce rimbombava come se provenisse da una stanza vuota, ma continuava a ripetere:”Luna… Luna… segui la mia voce. Ti condurrò fuori da qui”. Decisi di seguire quella voce, arrivai fuori dal bosco e mi buttai sull’erba fresca di un enorme prato. Davanti a me c’era solo un’immensa distesa verde, intorno solo alberi. Mi voltai e vidi un tronco che stava per cadermi addosso! In quel momento mi misi le braccia davanti al volto chiudendo gli occhi… Quando li riaprii il tronco non mi era caduto addosso, anzi, sembrava che davanti a me ci fosse una barriera trasparente che mi proteggeva. Decisi che era arrivato il momento di tornare a casa!
Il giorno dopo ritornai nel bosco e mi misi a girare, finchĂ© non scorsi in lontananza una persona… ma non era proprio una persona… era molto bassa (forse mi arrivava al ginocchio); a giudicare dall’abbigliamento era una femmina: aveva il cappello a punta e la gonna rossa mentre la maglia e le scarpe che portava erano verdi. Aveva i capelli biondi con delle ciocche castane, era magra e molto carina: aveva gli occhi con delle sfumature verde-grigio; la bocca non era nĂ© troppo grande, nĂ© troppo piccola; il naso, invece, piuttosto piccolo. Era incastrata in un tronco e non riusciva a liberarsi. Lentamente, con molta cautela, mi avvicinai. Appena questa strana creatura si accorse della mia presenza si spaventò, ma io per rassicurarla le dissi:”No,No… non spaventarti… non voglio farti nulla di male. Voglio solo aiutarti”. E così mi avvicinai e iniziai a tirare su il tronco dove la creaturina era incastrata. Il grosso pezzo di legno era piuttosto pesante, ma alla fine ce la feci. Appena questa “persona” fu libera, mi disse:”Grazie! Ti sono debitrice. Mi hai salvato la vita. Non sarei resistita ancora a lungo in quel tronco! Saprò come ricompensarti! Vieni qui, domani, alla stessa ora. Adesso devo andare. Ciao”! E così dicendo sparì.
Il giorno dopo, alla stessa ora, tornai nello stesso luogo e aspettai, fino ad un certo punto, quando apparve nuovamente quella creatura. Appena arrivò mi salutò e poi disse: “Questa è la mia ricompensa per quello che ieri hai fatto per me. Questa è una collana a forma di cuore rosa! Ma non è una collana qualunque! Aprila e ti mostrerò come funziona!” La aprii e vidi che brillava di una luce rosa. La creatura ne aveva un’altra uguale, solo che era di colore rosso. Mi disse che, una volta chiusa, scuotendola come una campanella, potevo chiedere il suo aiuto. Detto questo la ringraziai e ci mettemmo a passeggiare un po’. Intanto le porsi un paio di domande: “Scusa, ma… ti posso chiedere che creatura sei? Come ti chiami? Da dove vieni? Hai dei poteri magici? Sei stata tu a salvarmi ieri e a guidarmi fuori dal bosco?”. Lei prontamente rispose: “Sono un folletto! Il mio nome è Krissy! Vengo da un mondo totalmente diverso dal tuo il cui nome è Dragostea. Si, ho dei poteri e sono stata io a guidarti fuori dal bosco! Posso porti le stesse domande, Luna?” mi chiese; io le risposi: “Sono un’umana! Vengo da Erixton, una cittĂ  non molto lontana da qui e non ho dei poteri magici! Ma come fai a sapere il mio nome?” A questa domanda Krissy mi rispose: “Devi sapere che ogni folletto del mio regno, come anche quelli degli altri, ha il compito di proteggere un umano, come degli angeli custodi! Ma vengono protetti solo gli umani che sono bravi, educati, che amano gli animali e la natura. Tu sei una di quelle persone, e io mi sono presa l’incarico di proteggerti!”
Krissy decise di parlarmi un po’ di come sono fatti i folletti; a quel punto disse: “Noi folletti possiamo vivere oltre mille anni; abbiamo il sangue nero; nell’armadio abbiamo vestiti tutti uguali; alcuni di noi hanno gli occhi parzialmente rossi, ma solo i maschi, mentre le femmine li hanno di colori diversi e con molte sfumature. Amiamo gli animali e la natura; i folletti piĂą dispettosi si alzano la notte per fare degli scherzi agli umani o per portare via i bambini che poi faranno diventare loro servi. Quando nasce un folletto, il padre, va in una radura chiamata “Selva Nera”, non molto lontana da qui, dove pianta un albero d’acero e l’ultimo giorno d’estate, tutti gli abitanti di ogni villaggio, vanno a trovarlo. Noi abbiamo usanze molto diverse dalle vostre!”
Krissy, prima di andarsene, disse: “Adesso ascolta bene quello che ti dico! Tu non devi mai parlare con nessuno di questo nostro incontro, perchĂ© è raro che un umano venga a sapere della nostra esistenza, ancora meno lo è sapere da chi si viene protetti! Non dire mai come hai avuto la collana, ma soprattutto non devi togliertela mai! Ma la cosa piĂą importante che devi sapere è che ogni qual volta un umano dice di non credere ai folletti, ne muore uno, ma non necessariamente chi lo protegge e un umano rimane senza il folletto protettore! Quando muore una persona, il folletto che la proteggeva, si cerca un altro umano da custodire; tu sei la prima persona che devo proteggere. Adesso ti devo lasciare! Ciao!” E così, Krissy se ne andò come era apparsa! Decisi che era arrivato il momento di tornare a casa!
Una volta arrivata a casa, mi misi sul divano e guardai a lungo la collana; poi, dato che in casa non c’era nessuno, presi il mio diario e mi annotai tutto quello che mi era stato detto, per fare in modo che un domani non me lo sarei dimenticato!
Mi stavo per addormentare, quando, ad un certo punto, la mia collana iniziò a brillare! Inizialmente non capii quello che voleva dire, ma poi ho dedotto che Krissy poteva aver bisogno del mio aiuto. Appena lo capii mi diressi subito verso il bosco! Una volta arrivata, vidi Krissy che mi aspettava ansiosa; dopo aver ripreso fiato, le chiesi perchĂ© la mia collana si era illuminata. Lei rispose: “Noi folletti, siamo legati a voi, come voi umani siete legati a noi, quindi se noi abbiamo bisogno di voi, chi è a conoscenza della nostra esistenza, ci deve aiutare come noi dobbiamo aiutare voi! Beh… non è il momento di parlare di questo! Allora, un folletto del nostro regno ha deciso di conquistare tutto e tutti; il suo nome è Jack! Dunque, apri la tua collana che ti do dei poteri che potrebbero servirti. Tu potrai: diventare invisibile, volare, correre molto veloce senza stancarti, far crescere piante a tuo piacimento, curare le persone, far volare gli oggetti e spostarli dove vuoi, far luce nei luoghi piĂą bui e rimpicciolirti o ingrandirti quanto vuoi!” Ero sbalordita! Così avrei potuto usarli quando volevo! Krissy mi disse che era arrivato il momento di andare! Seguì Krissy fino a quando arrivammo davanti a una piccolissima porta! A quel punto usai il mio primo potere: il rimpicciolimento! Diventai così piccola che ero alta come Krissy; per confondermi meglio in mezzo agli altri folletti, lei mi diede dei vestiti simili ai suoi! Prima di varcare la soglia della porta, Krissy mi disse: “Ogni qualvolta questa porta viene aperta per far entrare un umano, per lui rimane aperta solo quarantotto ore e se non riesce ad uscire, rimarrĂ  qui per un anno! Mi raccomando, qualunque cosa succeda, cerca di tornare in tempo!”
Una volta entrate, ma accorsi che c’era una rampa di scale lunghissima. Quando fummo arrivate in fondo, decidemmo di fare un giro nei paraggi per vedere quello che era stato distrutto da Jack! Vedemmo case incendiate, persone disperate perché avevano perso tutto, bambini per strada che tremavano per la paura! Avevo i brividi! Una cosa che notai, era che al nostro passaggio, tutti si inchinavano e guardavano Krissy; non le chiesi spiegazioni, perché non mi volevo impicciare dei suoi affari!
Continuando a camminare, arrivammo davanti a una porta; a quel punto Krissy mi disse: “Ti conviene diventare trasparente! Non si sa mai quello che c’è dietro!” Così diventammo trasparenti e insieme varcammo la soglia di quell’enorme porta. Quando fummo entrate, Jack, con degli occhiali per vedere le creature invisibili, ci notò e ordinò ai suoi uomini di catturarci! Io, spaventata, chiesi istruzioni a Krissy che mi rispose: “Non ti preoccupare, ci penso io!” Detto questo, Krissy fece fermare gli uomini che stavano per arrivare, e disse loro: “Non osate avvicinarvi, sono la principessa!” Così dicendo fece vedere una voglia che aveva sulla spalla. A quel punto capii perchĂ© le persone al nostro passaggio si inchinavano! Krissy suggerì al perfido folletto di fare una sfida e se avessero vinto loro se ne sarebbero andate e lui sarebbe stato incarcerato, ma se avesse vinto lui ci avrebbe uccise! Il folletto accettò, schierò una delle sue guardie, e iniziò il combattimento! Io dovetti sfidare la guardia, mentre Krissy sfidò Jack. Io non ebbi problemi, perchĂ© lo misi quasi subito KO, mentre non si poteva dire la stessa cosa di Jack! Krissy era sfinita e dopo poco cadde a terra; corsi subito in suo aiuto, ma era troppo forte anche per me, così, dopo poco, caddi stremata al suolo! Jack stava per colpirmi con la sua spada, ma Krissy mi spostò e fu colpita al mio posto. Quando la vidi per terra, senza segno di vita, trattenni a stento le lacrime e quando mi rialzai, presi una spada e andai contro Jack! Però lo avevo sottovalutato! Era molto abile con la spada, così fui trafitta anch’io! Resistetti e con tutta la forza che mi era rimasta, infilzai la mia spada nel suo petto che, con un urlo sovraumano esplose insieme a tutte le sue guardie! A quel punto, caddi stremata al suolo e con la forza che mi era rimasta, mi richiusi rapidamente la ferita con il potere della guarigione; una volta rimarginato il profondo taglio, mi avvicinai a Krissy e feci la stessa cosa! Quando riaprii gli occhi, l’abbracciai e le dissi: “Sono contenta che tu sia ancora viva.” Krissy sorrise e con un filo di voce mi rispose: “E io sono contenta di rivederti! Però adesso devi andare! Mi sono dimenticata di dirti che qui il tempo passa piĂą in fretta. Sono giĂ  quasi passate quarantotto ore! Dobbiamo sbrigarci!” Usammo la super velocitĂ  per uscire! Una volta arrivate davanti alla porta, ci salutammo e io le dissi: “Se hai bisogno d’aiuto, chiamami!” E lei mi rispose: “Grazie! Anche tu se hai bisogno d’aiuto, non ti far problemi, sono sempre qua!” Così uscii e la porta di quel magico mondo si richiuse alle mie spalle. Tirai un sospiro di sollievo e pensai “Per fortuna, sono uscita proprio in tempo”!
Mi ringrandii arrivando alla mia statura normale, mi cambiai abiti, rimettendomi i miei e mi avviai verso casa!
Credo proprio che un’esperienza così non si ripete tutti i giorni e conserverò questo ricordo che neanche il tempo potrà cancellare!!!
(Giada Citti, II B, Scuola Media “G. Pascoli”)

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