La paperella assassina…
di lscorza
Qualche giorno fa, un mercoledì assolato e irrequieto, un mio giovane amico e scrittore ebbe una esperienza che si può definire con molti aggettivi, anche simultaneamente: buffa, significativa, drammatica, rivelatoria, risibile. Si trovava in Via Veneto e notò un assembramento attorno ad un’edicola: volti attenti, perplessi, tesi. Si avvicinò e vide quel che gli altri vedevano, lesse quel che tutti leggevano.
Il mio amico era figlio unico e suo padre era la persona più importante, ricca, e gentile della città . Il Signor Cotton era gentile con tutti i ragazzi e ragazze della città , aveva fatto erigere un gran centro di bellezza con molti negozi su richiesta delle ragazze della città e molti parchi per lo skateboard su richiesta dei ragazzi: in quei parchi i ragazzi ci rimanevano dalla mattina alla sera, e oltre… A volte ci rimanevano fino a tardi, facendo le cosiddette “ore piccole”, e facevano un baccano infernale: per queste molte persone odiavano il Signor Cotton, ma nessuno pensava che qualcuno sarebbe potuto arrivare ad ucciderlo, almeno fino a quel giorno.
Tutti erano andati all’edicola della cittĂ per comprare il giornale locale, tutti lessero quello che era accaduto al padre del mio amico tranne lui, perchĂ© quando era arrivato lì non c’erano piĂą copie del giornale. Nessuno ebbe il coraggio di comunicargli quella brutta notizia, quindi il mio amico iniziò a girare per la cittĂ in lungo e in largo, cercando qualcuno che gli potesse far leggere il giornale, ma nessuno glielo faceva vedere. Venne anche da me per leggere il giornale, ma non riuscii a farglielo leggere, non solo perchĂ© parlava della morte di suo padre, ma anche perchĂ© era descritto il modo dell’omicidio, un modo così assurdo che poteva persino fare ridere… In pratica l’omicida era entrato in casa armato, ma per colpa della madre del mio amico, che era nel soggiorno a guardare la televisione, lui non poteva sparare. Il padre del mio amico era a fare il suo solito bagno serale. L’omicida stava cercando in tutti i modi di farsi venire un’idea su come ucciderlo senza lasciare prove che potessero far risalire a lui…
Ad un certo punto decise di entrare in bagno, di tappargli la bocca e di annegarlo, ma il Signor Cotton riuscì a respingerlo. L’omicida prese allora la prima cosa che gli capitò in mano e la ficcò nella gola del Signor Cotton: era una paperella di gomma. Pian piano il signor Cotton perse conoscenza e infine morì con la testa sotto l’acqua, mentre l’omicida scappava dalla finestra.
La moglie scoprì il cadavere solo la mattina dopo, quando, appena alzata, si apprestava ad usufruire del bagno.
Il mio amico scoprì che suo padre era stato ucciso solo quando arrivò a casa e vide sua madre in lacrime.
Al funerale del padre ci fui anch’io e cercai di consolare il mio amico e sua madre assicurando loro che avrebbero trovato il colpevole, ma, visto che sulla paperella non c’erano impronte perché era rimasta troppo tempo in acqua e sapone, la polizia archiviò il caso e il colpevole rimase in circolazione senza scontare la sua pena…