NELLA MIA FINE E’ IL MIO PRINCIPIO

di mdedej

Qualche giorno fa, un mercoledì assolato e irrequieto un mio giovane amico e scrittore ebbe una esperienza che si puo definire con molti aggettivi, anche simultaneamente: buffa, significativa, drammatica, rivelatoria.
Si trovava in via Veneto e notò un assembramento attorno ad un’ edicola: volti attenti, perplessi, tesi. Si avvicinò e vide quel che gli altri vedevano, lesse quel che tutti leggevano…
Su un giornale in prima pagina c’era una foto di lui con in mano il suo ultimo libro con il segno di divieto. In via Veneto ormai lo conoscevano tutti e lo ammiravano per i suoi libri, tutti di grande successo.Quel momento gli tolse il respiro. Rimase per un attimo con il giornale in mano senza muoversi. Gli sguardi della gente lo fulminarono. Aprì il giornale e lesse: “L’ultimo libro di Andrea Verdi intitolato “Nella mia fine è il mio principio” ha suscitato molte polemiche fra gli scrittori, dato che ha lo stesso titolo di un libro giallo di Agatha Christie”.
Preso dalla rabbia e dalla paura che dopo quest’ avvenimento la sua carriera di scrittore sarebbe andata in fumo, non riuscì più a leggere neanche una parola e andò direttamente nel suo studio. Si avvicinò alla finestra, ma che dire? Sotto vide un sacco di gente che lo insultava e così tanti giornalisti che non erano stati lì neanche quando aveva pubblicato i suoi libri di grande successo in tutto il mondo.
Andrea continuava ad andare avanti e indietro per la stanza e giurava di non avere mai letto quel libro e che il titolo era stata una sua idea, non lo aveva copiato! Rimase chiuso nello studio pensando a come potesse rimediare, a come potesse dimostrare che era stata una semplice coincidenza, perché lui non aveva mai letto quel libro. Ricevette così tante chiamate che fu costretto a staccare il telefono. Doveva uscire, ma chi gli avrebbe creduto? Nessuno. Il libro di Agatha Christie era stato scritto prima, quindi molto probabilmente lui lo avrebbe potuto leggere benissimo. Allora pensò ai suoi amici, loro sì che gli avrebbero creduto.
Appena aprì la porta due poliziotti lo arrestarono portandolo in carcere. Andrea si convinse che ormai era la fine per lui e che in nessun modo poteva dimostrare che quel benedetto titolo non lo aveva copiato. Chiamò i migliori avvocati, ma nessuno si dimostrò disponibile ad aiutarlo. Non ricevette nessuna visita dai suoi amici, come se non avessero ancora saputo ciò che stava avvenendo. Non trovò altro da fare in carcere e cominciò a scrivere un altro libro. Questo lo aiutò a passare il tempo e a sfogarsi. Il libro parlava proprio di quel mercoledì assolato e irrequieto in cui erano accadute tante cose che avevano fatto svanire in un battere di ciglia.la bellissima vita raccontata nei libri di Andrea Violi.
Nel frattempo continuò a portarsi dietro quella strana sensazione d’attesa. Aspettava che venisse qualcuno ad aiutarlo ad uscire di là, ma niente a fare. Ormai si sentiva solo e finito, ma proprio in quel momento andai a trovarlo. Mi avvicinaì alle sbarre e gli dissi:
“Andrea lo sai che giorno è oggi?”.
Lui mi guardò come per dire “chi se ne importa”. Poi gli feci un’ altra domanda.
“Ma lo sai che il titolo potevi benissimo copiarlo? Sai, Agatha Christie è morta da più di ottant’anni, quindi…”
“Ma allora vuoi dirmi che cavolo ci faccio qui, e perché nessuno mi vuole aiutare?”
“Te lo dico subito amico mio …” E tutto il carcere si riempì di persone che gridarono. SORPRESA!
Andrea per un attimo non ci capì più niente. Allora io gli dissi:
“Amico sei fortissimo! Il tuo libro ha avuto un grandissimo successo, e dato che ti sei dimenticato che oggi è il suo compleanno ti abbiamo fatto uno scherzo”
Andrea non riusciva a crederci, non sapeva se sentirsi felice o triste (o arrabbiato). Comunque si sentiva meglio di prima e con tanti amici che gli vogliono bene. Anche se quella giornata si può definire con molti aggettivi, il mio giovane amico decise di usare una sola parola. INDIMENTICABILE.

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